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Le leggi da conoscere

Il cane in auto
In Italia ci sono regole specifiche per il trasporto di animali in auto e multe che oscillano tra i 68,00 e i 280,00 Euro. Alla multa si aggiunge anche il decurtamento di 1 punto dalla patente di guida.
L’articolo 169 recita quanto segue:
“(…) è vietato il trasporto di animali domestici in numero superiore a uno e comunque in condizioni da costituire impedimento o pericolo per la guida. È consentito il trasporto di soli animali domestici, anche in numero superiore, purché custoditi in apposita gabbia o contenitore o nel vano posteriore al posto di guida appositamente diviso da rete od altro analogo mezzo idoneo che, se installati in via permanente, devono essere autorizzati dal competente ufficio provinciale della Direzione generale della M.C.T.C.“

Si può trasportare 1 solo animale domestico (sui sedili posteriori o nel bagagliaio) assicurandosi che non disturbi la guida e non limiti la visuale del guidatore.
In questi casi, soprattutto per il trasporto di animali di taglia medio/grande, è possibile dotarsi di cintura di sicurezza per animali, in vendita nei negozi dedicati.

Come comportarsi con due o più cani?
È consentito il trasporto di un numero superiore di animali domestici, a patto che si rispettino le seguenti indicazioni:
  • siano sistemati in apposite gabbie o contenitori,
  • che stiano sui sedili posteriori e che l’auto sia dotata di rete divisoria.



Nel caso si utilizzi il cosiddetto trasportino è da preferire in plastica piuttosto che in ferro, per evitare che i nostri amici si possano far male durante il viaggio.
Poi è anche necessario fissare il contenitore in modo stabile e sicuro per evitare lesioni in caso di incidente o eccessiva agitazione dell’animale durante il viaggio.
Inoltre, utilizzare il Kennel (ovvero il trasportino detto in gergo tecnico) serve anche a limitare la visione del paesaggio in movimento, una delle principali cause di stati di agitazione e ansia per i nostri amici.
E ovviamente, oltre le regole del Codice della Strada, ricordiamoci anche di:
  • avere i documenti del cane
  • portare acqua a sufficienza per dissetare Fido (soprattutto nel caso di viaggi lunghi)
  • evitare di somministrare del cibo prima della partenza
  • assicurare un ricircolo d’aria (non quella condizionata!) in auto
  • prevedere delle fermate per far sgranchire le zampe ai nostri amici (soprattutto se costretti nei trasportini).
Buon viaggio!!!
Il cane abbaia
"Abbaiare è un diritto esistenziale del cane".
Così ha sancito il giudice del Tribunale di Lanciano, Dott. Giancarlo De Filippis, con una sentenza emessa a conclusione di un procedimento civile d’urgenza. Nel caso di specie, i vicini di casa hanno accusato i due cani di arrecare disturbo con il loro abbaiare ma il giudice ha stabilito che ciò rappresenta un diritto inalienabile degli animali, soprattutto nel caso di difesa, guardia e sicurezza dell’abitazione del proprio "padrone" e purché non venga superata la soglia di tollerabilità prevista dal codice. Inoltre, per giustificare la sua decisione, il giudice ha fatto riferimento agli articoli 544 bis e successivi del codice penale, all’art. 5 della legge 189 del 2004 e alla ratifica della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, che stabilisce l’obbligo morale dell’uomo di rispettare tutte le creature viventi.
Collare antiabbaio
Seguendo lo stesso concetto, ovvero "abbaiare è un diritto essenziale del cane", va incontro a una condanna penale chi mette al proprio cane un collare “antiabbaio”, dal quale vengono emanate scosse elettriche non appena l’animale abbaia. La terza sezione penale della Cassazione ha confermato la condanna per maltrattamenti su animali (in base all’articolo 727 del codice penale) inflitta a un uomo dal Tribunale di Verona: l’imputato, condannato a pagare un’ammenda di 800 euro, aveva presentato ricorso alla Suprema Corte, sottolineando che non vi era prova che il collare provocasse sofferenze ai suoi cani (due setter) e che veniva loro messo solo in via «eccezionale e sorvegliata» per evitare che recassero disturbo ai vicini.
I giudici, con la loro sentenza, hanno bocciato il ricorso affermando che «costituiscono maltrattamenti non soltanto quei comportamenti che offendono il comune sentimento di pietà e mitezza verso gli animali per la loro manifesta crudeltà ma anche quelle condotte che incidono sulla sensibilità psico-fisica dell’animale, procurandogli dolore e afflizione».
Il cane e la bici

Andare in bici con il cane al guinzaglio è innaturale per il cane ed è vietato dalla legge.
Le passeggiate devono essere un momento di rilassamento, non un momento in cui vi fate trainare o, ancor peggio, lo trainate.
Il cane ha bisogno di annusare, urinare, defecare, riurinare, riannusare e così per tutto il tempo della passeggiata. Perchè l'uscita è per lui e non per voi. Per il cane è innaturale correre in linea retta a fianco ad una bici: ha bisogno di scattare, fermarsi, cambiare direzione, inseguire qualcosa che si muove, saltare, ecc.
Meglio andare a piedi usando un guinzaglio sufficientemente lungo che non costringa a stare alla gamba, se non in presenza di traffico o pericolo. Se volete renderlo felice, trovate un prato o un'area senza divieti, lasciatelo libero di correre e giocate insieme.

Piuttosto, è meglio usare un rimorchio per biciclette di quelli usati per trasportare i bambini creando le condizioni ideali per viaggiare con il tuo peloso oppure in caso di cani piccoli, usare un cestino. Quindi in caso di viaggi lunghi è necessario farlo sgranchire e sfogare, giocare con lui e lasciarlo riposare.
     
Deiezioni e urina
La normativa è chiara nello stabilire che, in via generale, il padrone del cane deve assumersi la responsabilità delle azioni del proprio animale.
La stessa regola, di fatto, viene applicata quando la legge stabilisce l’obbligo dei padroni di raccogliere i bisogni fisiologici che i cani lasciano, ad esempio, sulle vie pubbliche, nei parchi o sui mezzi pubblici di trasporto. Dunque, il proprietario del cane, e non altri, deve pulire là dove l’animale ha sporcato.
Ecco perché, per evitare le sanzioni previste per i trasgressori, il padrone di un cane:
  • deve sempre raccogliere gli escrementi che il cane fa nei luoghi pubblici, come condomini, marciapiedi, strade e giardini;
  • deve sempre avere con sé il cosiddetto kit di igiene del cane, cioè la busta e la paletta, per raccoglierne le feci. Il dovere vige anche nelle aree di sgambamento dedicate ai cani, cioè nelle zone recintate e presenti in alcune parti della città in cui l’animale può correre libero insieme agli altri suoi simili;
  • dovrebbe portare con sé anche una bottiglietta di acqua, per pulire la pipì del cane quando imbratta un bene altrui, come il muro di un condominio o la ruota di un’auto.
Chi non raccoglie i bisogni del proprio cane può essere ritenuto colpevole del reato di imbrattamento e rischia:
  • una multa fino a 103 euro, se l’oggetto altrui deturpato o sporcato dal cane è un bene mobile, come una gomma o una bicicletta;
  • una multa da 300 a 1.000 euro e la reclusione da 1 a 6 mesi, se l’oggetto imbrattato dall’animale è un mezzo pubblico di trasporto, come bus e treni, oppure un immobile, come una casa o le scale di un condominio;
  • una multa da 1.000 a 3.000 euro e la reclusione da un minimo di 3 mesi, se il bene immobile è un sito storico, archeologico o artistico;
E cosa accade quando, invece, il padrone non si preoccupa di pulire la pipì del cane? Anche in questo caso, chi lascia la pipì del proprio animale sulle cose di

altre persone, può essere responsabile del reato di deturpamento e imbrattamento delle cose altrui e può ricevere le stesse sanzioni che abbiamo visto poc’anzi.
Se il tuo cane fa la pipì sul muro di un palazzo, ricorda di provvedere alla sua pulizia, magari versando dell’acqua per risciacquare la parte interessata.
16/06/2024
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Ultimo aggiornamento:
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